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Venerdi' si torna a casa.
Queste vacanze italiane sono state cosi' piene di dramma ed emozioni che potrebbero essere racchiuse in un capitolo di un libro.
Fantasmini che fanno cucu' dall'armadio, ricordi che cercano di sostituire il presente, mancanze, orgoglio.. insomma un minestrone di emozioni tagliate a pezzettoni belli larghi.
Mia figlia si è legata tantissimo a mia madre e chiama tutto il giorno NANNI nonna NANA! (insomma le dice tutte con la speranza di beccarci prima o poi).
Logicamente si comincia a star bene sempre e solo verso la fine, quando le cose stanno per terminare e quando sappiamo che ,nonostante tutto, possiamo scegliere.
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COCCO & PIPPO
(Ovvero Francesco e Filippo)
(Volevo mettere la foto grande ma purtropo mi sballa il template, pazienza)
Da piccoli,per l'estate, si partiva a Giugno. Mia madre nolleggiava un pulmino, lo caricava a piu' non posso e Silvano, il figlio del taxista del paese,lo avrebbe guidato fino a Numana.Noi seguivamo con la nostra fiat 127 nocciola, stracarica finoa scoppiare ,fra pinne, pentole, valigie e il sedile posteriore da dividire con mio fratello ed un prosciutto intero. Ci si trasferiva per 3 mesi di vacanza.
45 minuti di macchina che a noi sembravano durare 3 ore; si arrivava a Sirolo e mia madre diceva ,"dai vediamo chi riesce a vedere il mare per primo" e noi restavamo incollati al finestrino in attesa di vedere quel blu che annunciava l'inizio dei giochi.
Poi una volta arrivati , con nostra cugina e tutti i bimbi della via, si attraversava la strada ed eravamo gia' in spiaggia, liberi in una maniera che oggi sembra veramente impossibile.
Quei mesi estivi e quella casa un po' sgarrupata a due passi dal mare, sono i ricordi piu' belli della mia infanzia.
E che bello vedere i figli di mio fratello , i miei bellissimi nipoti divertirsi sulla stessa spiaggia dove piu' di 30 anni fa' giocavamo noi spensierati.
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Diciamocelo pure: io tanto esatta non sono mai stata.
Fin da piccola lasciavo vestiti per terra, non ho mai rifatto il mio letto, e non sono mai stata capace di tenere in ordine neanche i miei giochi.
Il caso volle che fossi figlia di una madre clean/freak che se non era esattamente tutto al suo posto si faceva venire una crisi di panico e buttava tutto dalla finestra. Molto spesso la gente che aspettava l'autobus davanti casa mia si e' domandata con il naso per aria come mai volassero scarpe da tennis dal cielo.E' successo, giuro.
Sono stata in collegio e il mio armadietto sembrava reduce da un terremoto. Venivo costretta una volta a settimana a rimettere tutto a posto. All'universita' invece abitavo con altre "sdrogie" come me e la cosa mi sembrava del tutto normale.
Poi ho incontrato l'uomo con cui sono partita per viaggiare ( ora mio ex), una persona precisa che credeva nell'ordine come strumento di semplificazione,e bene o male mi ha spronata ad essere un pochino piu' organizzata.
C'e' stata una manciata di anni in cui abitavo da sola a Londra, lavoravo 12/14 ore al giorno e non dovevo rendere conto a nessuno. Il putiferio. Non potrei descrivere altrimenti quello che era diventato il mio studio a Stoke Newington.
Non sono mai stata sporca. Come abitudine faccio la doccia due volte al giorno, non lascio mai i piatti sporchi nel lavello e i miei vestiti sono stati sempre puliti. Il mio punto debole e' sempre stato il "riporre" dentro agli armadi,il mettere a posto le cose. E' come se avessi un blocco psicologico davanti al ferro da stiro, ai cassetti e alle gruccie per vestiti.
Poi pero' , e' successa una cosa che mi ha costretta a cambiare. Radicalmente. Quella cosa si chiama Matthew.
Se il disordine avesse una faccia sarebbe senz'altro quella di Matt: voi non avete idea di quanto possa essere disordinato "El Poder". Quando a Londra si e' trasferito da me , dopo qualche giorno c'era talmente tanto casino che ad un certo punto gli ho chiesto di trovarsi un'altra casa. Avevo paura perche' due disordinati cronici nella stessa stanza sono pericolosi, possono rilasciare sostanza nocive e distruggere ogni regola e senso logico. Noi due eravamo l'anti-zen fatto persona.
Visto che cambiare lui mi sembrava un'impresa impossibile, o per lo meno una che avrebbe richiesto anni di lavoro, sono cambiata io. La prima cosa che ho fatto e' , giuro, stata quella di documentarmi.
Libri dal'inquietante titolo" the House Goddess" "Domestic Bliss" " How to be organised in 50 simple steps" si alternavano a websites e programmi sulla cable tv in cerca di basi su cui costruire le fondamenta della mia nuova vita. Una vita organizzata.
Poi In Australia abbiamo finalmente comprato una casa, (una casa con piu' di una stanza, concetto nuovo) ma il frutto delle mie ricerche ha tardato molto a fiorire perche' in realta' non e' veramente facile essere ordinati e organizzati come lo fanno credere in tv o nei libri.
Innanzitutto serve il materiale. Scatole, armadi, cassetti, bisogna inoltre vivere nella casa per capire dove vanno riposte le cose in maniera logica e pratica.Insomma, serve un posto per ogni cosa.
E' questo il segreto. Un posto per ogni cosa.
Ho riempito buste e buste della spazzaztura. Ho donato a Salvo cose che non mi servivano, cose che mi porto dietro da anni e che non usero' mai. Del mio passato mi sono tenuta i miei libri, il mio zaino e le mie fotografie.
Poi sempre da Salvo ( e' veramente un ciclo seza fine il riciclo) e ai mercatini delle pulci , piano piano trovo sempre un contenitore, una scatola, un qualcosa che so esattamente come usare e adesso la casa,lentamente si sta' trasformando.A modo mio con cose che ho scelto io perche' mi piacciono.
E' diventata piu' facile da vivere.
Forse per voi persone ordinate (bless you) questo concetto e' interessante quanto un bicchiere di acqua calda,voi siete stati illuminati da piccoli, ma per chi e' disordinato come me credo che sia utile sapere che le cose diventano davvero piu' semplici quando ogni cosa ha il suo posto.
Prima impiegavo una giornata a pulire la casa. Aspettavo che il disordine si accumulasse e poi mi facevo un mazzo cosi'. Adesso ( devo ammettere pero' che anche Matt e' stato ammaestrato) ogni giorno in un'oretta riesco a tenere tutto in discreto ordine e volete mettere la soddisfazione di scrivere un post cosi' in cui ci si rende conto di essere diventate, ancora un po' di piu' , uguali a vostra madre? :-P
A presto le foto della mia super organizzata dispensa.
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5 cose che avrei voluto fare:
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Da un bellissimo post di Girasole prendo spunto per ricordare tutte le case in cui ho abitato da quando ho lasciato il nido.
to be continued soon...(Isabella si e' svegliata)
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Quando arrivai qui in Australia avevo gia' una mezza idea di quanto possessiva mia suocera fosse.
Matt parti' da Londra nel settembre 2004 ed io lo raggiunsi due mesi dopo a causa di un visto che tardava ad arrivare. Nel frattempo, e questo accadde nel Gennaio 2004, la loro casa brucio' nel terribile incendio e con la casa se ne andarono per sempre tutti i loro oggetti, ricordi, foto, vestiti ...tutto!
Si trasferirono in un all'alloggio temporaneo provveduto dall'assicurazione e Matt si sitemo' li' per i primi due mesi con l'intenzione di cercare un'appartamentino per quando sarei arrivata.
Ecco, sua madre continuava ad insistere che saremmo dovuti stare li' con loro, cosi' avremmo risparmiato soldi e entro un'anno avremmo avuto abbastanza denaro per permetterci qualcosa di piu' grande.. Io che non li conoscevo per niente, mai visti, secondo lei dovevo andare ad abitare sotto il loro tetto. Grazie molto gentile,ma no grazie.
Avevo capito gia' da Londra quando Matt la chiamava e lei gli faceva il terzo grado per sapere tutto e quando lui un giorno gli disse:" mamma ho trovato una ragazza che amo. La voglio sposare e poi verremo ad abitare in Australia" lei ha cominciato a dire :'' ehm ok..ehm ok..ehm ok.." e dopo due settimane arrivo' suo fratello dall'Australia per una visita a SORPRESA. Capisco l'apprensione di una madre lontana ma dal momento in cui sono arrivata sulla scena lei non ha fatto altro che mettersi di mezzo, non con fare cattivo, ma con fare invadente.
Due giorni prima del mio arrivo , ho dovuto pregare Matt di fermarla perche' decise che sarebbe venuta lei a prendermi all'aereoporto. E non voleva sentire NO come possibile risposta. E' abituata che con e per i figli decide lei, non e' programmata per qualcuno che ostacoli o cambi i suoi piani. O che stravolga la dinamica della SUA famiglia.
I primi 6 mesi sono stati un'inferno. Avevamo il nostro appartamentino e apparentemente la nostra indipendenza, ma in realta' sua madre chiamava tutti i giorni: prima Matt al lavoro, poi me ..poi la sera: aveva sempre in testa qualche idea, qualche programma, qualche (non richiesto) suggerimento. Io cominciavo ad accusare i colpi: Matt non capiva invece la gravita' del problema, o non voleva interessarsene piu' di tanto.
Poi un giorno dissi a Matt che io lo amavo molto, ma che veramente quella non era una situazione per me. Io ho sempre cercato l'indipendenza, sin da piccola ho avuto una grande allergia per le imposizioni, per chi cerca di controllarmi e gli dissi che non sarei riuscita a vivere con la presenza costante di sua madre nella nostra vita.E che pensavo di ritornare a Londra.
Matt, finalmente prese chiara visione della realta' e mise dei freni a sua madre, la quale non ci parlo' per 2 mesi due. Poi ci sposammo, comprammo casa e loro partirono per un viaggio australiano di altri 2 mesi.
Da quando tornarono si va avanti cosi': lei torna allo sbaraglio.Io metto i freni . Lei si offende e non ci parla per due mesi. Poi torna mite come un'agnellino. Poi piano piano torna allo sbaraglio. Io rimetto i freni. non parla2 mesi ritorna agnellino.. beeee.
Questo per darvi un'idea dell'andamento del mio rapporto con mia suocera. (io lo amo davvero quest'uomo)
Poi ieri sera al telefono mi ha detto seria seria una cosa che non faceva ridere, ma io non ce l'ho fatta e mi e' scappata una risata cicciotta. Si parlava del fratello grande di Matt (41 anni) che da 4 anni si e' incastrato in una relazione molto instabile con una ragazza(39 anni): si lasciano e si riprendono , si lasciano e si riprendono etc etc con molte altre implicazioni anche economiche. Insomma lei ad un certo punto, tra un uff non so piu' cosa fare e un quel ragazzo mi da un sacco di pensieri etc etc. e un devo risolvere questa situazione, MI DICE:
" Sai , padrediMatt ed io abbiamo riflettuto durante lo scorso weekend e abbiamo capito che ORMAI tu e Matt e X and Y ( altro fratello di Matt e consorte) avete la vostra vita ed e' ora per noi di uscire un po' di scena, perche' ormai SIETE GRANDI E POTETE CAMMINARE CON LE VOSTRE GAMBE e noi ci dobbiamo concentrare su ZETA ( 41 anni!!) per far si' che riorganizzi la sua vita"
Io non ce l'ho fatta a non ridere. Ieri sera ha convalidato la mia tesi che lei ha tutto un film speciale in testa dove ancora si vede mamma di 3 cuccioli che hanno bisogno della sua protezione e dei suoi consigli. Non importa i discorsi che le abbiamo fatto, non importa le nostre richieste, non importa il nostro parere..
lei ha una missione da compiere e non capisce ancora che e' tempo di lasciar le redini.
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Noi possiamo ritenerci fortunati ad avere i vicini che abbiamo. Sento storie dell'orrore di lotte tra vicinati che mi fanno venire la pelle d'oca. Oggi una mia amica mi raccontava che con la sua vicina di casa sono in coinvolte in una specie di guerra, fatti di colpi bassi, di spazzatura lanciata dall'altra parte del giardino, di allarmi fatti scattare apposta..insomma di cose cosi'.
A Londra vivevo in un bedsit, in una casa molto tranquilla, fino a quando la stanza sotto alla mia venne affittata ad una coppia di fratelli che nell'arco di 2 settimane si fecero raggiungere da altri 5 ( a detta di loro erano tutti fratelli o cugini) e dormivano cosi'..7 di loro con materassi per terra in uno studio in cui due persone facevano fatica a camminare.
Il fatto che fossero tanti non mi turbava di certo, io mi ritengo e provo ad essere una persona tollerante perche' di casino occasionalmente ne faccio anche io, ma loro anche durante la settimana"pompavano" di stereo fino alle 3 di mattina, con urla e cori da stadio e botte sul soffitto. Io lavoravo veramente duro in quel periodo, anche 14 ore al giorno e 8 ore di sonno indisturbato erano vitali per me. Quindi una notte quando la loro musica rimbombava nelle mie orecchie sono scesa giu' ed ho chiesto loro di abbassare lo stereo. Ho provato a ragionare con loro, senza urlare e senza rabbia.
Uno dei fratelli ha cominciato a farmi il verso della gallina, gli altri ridevano e non mi si calcolavano di striscio.
Il giorno dopo sono andata dal padrone di casa che e' intervenuto e calmato la situazione. Poi dopo una settimana ricominciarono. Siamo andati avanti cosi' per mesi e mesi, forse anche peggio di prima visto che da quel momento sbattevano sul soffitto per il solo piacere di disturbarmi. O mi lasciavano bottiglie di birra vuote fuori dalla porta. O mi urlavano cose in una lingua che non conoscevo. Stavo per considerare l'idea di trasferirmi, ma io amavo quella zona e in quel bedsit mi sentivo a casa, in piu' gli affitti erano saliti alle stelle e non avrei trovato alloggio cosi' facilmente per lo stesso prezzo.
Tutto questo fino a quando non e' arrivato MATTEO DEL POTERE a condividere il mio bedsit in passionali weekend amorosi.
Gli ho spiegato la situazione e di li' a poco e' ricominciata la routine: arrivano a casa all'una , sbattono sulla mia porta e fanno il verso della gallina, vanno di sotto accendono lo stereo a palla e ci intrattengono con la loro assordante e inascoltabile musica , poi cominciano le botte sul soffitto e le loro risate.
Matt si infila la tuta e scende. Bussa alla porta e quando il tipo viene alla porta il mio eroe gli dice: ABBASSA IL VOLUME NOW! ( ovviamente in inglese).
Il tipo gli dice che non capisce l'inglese e fa il furbo/vago. Matt , che in genere e' piu' pacifico di gandhi gli fa segno di abbassare, gli fa vedere un una mano messa a pugno poi gli indica il naso. Il tipo, coraggiosissimo , gli dice:" ok ,ok no problem ..sorry" e abbassa lo stereo.
Da quel giorno furono piu' silenziosi di monache di clausura mute.
Ci sono stati altri episodi di vicini strani, il piu' eclatante quello di un ragazzo canadese che non vedevamo mai , studiava sempre nella sua camera, poi un giorno e' sbroccato, ha distrutto l'atrio, il vetro della porta di casa a pugni e tutto il giardino di fronte, fino a che l'ambulanza poverino non se l'e' portato via.
Poi, in Australia nell'appartemento in cui abitavamo prima di venire in questa casa abbiamo avuto il piacere di condividere le mura con una altra svalvolata che accendeva lo stereo a tutto volume nel cuore della notte e lo metteva sulla finestra che dava sul cortile PER PROTESTA. Protestava sempre per qualcosa: gli aborigeni, le tasse, la guerra in Iraq. Tutte nobili cause certo, ma le proteste avrebbero avuto piu' efficacia se fatte davanti al parlamento, per esempio.
Finalmente qui dove siamo ora tutto sembra filare liscio. I nostri vicini sono gentili, discreti e silenziosi e vi assicuro che questa e' una cosa che non prendero' mai piu' per scontata.
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